Pietrasanta Museo dei Bozzetti Alla scoperta della nascita di una scultura

wed 1 JULY 2015
Il Museo dei Bozzetti “Pierluigi Gherardi” 

Chi attraversa i loggiati del cinquecentesco convento di S. Agostino a Pietrasanta si trova circondato da un gran numero di bozzetti e generi stilistici che vanno dal Novecento al Contemporaneo. Ma che cos’è il bozzetto, cosa rappresenta? E’ l’idea originaria, il progetto dell’opera, il work in progress della scultura che, una volta realizzata, va a collocarsi in varie parti del mondo. Visitare questo Museo è un’esperienza quanto meno originale, un po’ come vedere un albero dalla parte delle radici. E’ un viaggio all’origine dell’idea creativa prima che si fissi nella forma definitiva dell’opera. Un’immersione nei linguaggi dell’arte, tra sensibilità ed esperienze culturali di scultori di diversa provenienza e maturità ed un’inaspettata scoperta del procedimento tecnico e del prezioso lavoro degli artigiani locali. Il bozzetto infatti spinge l’osservatore a comprendere il processo della nascita di una scultura, come, quando, insieme a chi e dove quella forma è stata plasmata. Se li osserviamo vediamo che possono essere di vari materiali, ma soprattutto sono di gesso. Le loro misure variano da pochi centimetri ad alcuni metri e si definiscono “bozzetti” se in scala diversa rispetto all’opera finita e “modelli” se in dimensioni reali.Parlano una lingua arcana e trasmettono storie che coinvolgono ed emozionano perché celano vite di artisti ed artigiani indissolubilmente legate all’arte. Se abbiamo un po’ di pazienza –ogni bozzetto è accompagnato da un QR code che fornisce le informazioni - di ciascuno possiamo cogliere aspetti particolari che ci fanno meglio comprendere la scultura e i suoi nessi. Facciamo degli esempi. Un bozzetto ci può raccontare il momento creativo, l’immaginario del possibile, ciò che l’artista pensa di plasmare nella materia più nobile. Il raffronto fra bozzetti di artisti diversi che riguardano il medesimo soggetto, può indicarci le differenti cifre stilistiche, la concezione, l’equilibrio, la forza espressiva nell’affrontare un certo tema. Facendo un confronto con l’opera finita, possiamo vedere le difformità, le coincidenze, il diverso rapporto di scala, oppure quanto non ha trovato forma nella scultura ed è rimasto solo nel sogno dell’artista, magari per le modifiche al progetto richieste dalla committenza. Altri gessi possono portare i segni della realtà del lavoro degli scultori e dei loro collaboratori artigiani. Sono segni legati al dato materiale, tecnico e operativo, quali chiodi e punti segnati nel gesso per riportare le misure nella traduzione in opera, o linee per sottolineare l’andamento delle forme. Poi c’è il diverso modo di lavorare degli artisti, con bozzetti appena “abbozzati”, o con modelli perfettamente corrispondenti nelle forme e nelle dimensioni. Altre implicazioni: un bozzetto può essere pensato indifferentemente in qualunque materiale o specificatamente per uno di essi – marmo, bronzo, terracotta, mosaico - e di conseguenza può riportare indicazioni scritte a matita, tagli per le forme e così via… Possiamo dire che la casistica è infinita, in quanto ogni espressione si genera attraverso un processo originale e individuale che coinvolge soggetti e situazioni diverse.Ma come è nato il Museo? Nei primi anni Ottanta la critica d’arte, giornalista e fotografa danese Jette Muhlendorph, ebbe l’idea di costituire una raccolta di gessi per testimoniare il legame di Pietrasanta col marmo delle Alpi Apuane e l’arte della scultura, illustrare la creazione e realizzazione di un’opera in marmo e in bronzo partendo da un bozzetto, valorizzare generazioni di artisti ed artigiani che qui praticano scultura e documentare le indelebili tracce che essi hanno lasciato. Il primo nucleo del museo si formò quando, in seguito all’organizzazione di rassegne sull’attività degli artisti in Versilia in rapporto ai laboratori locali, alcuni scultori e artigiani donarono alla città i bozzetti e i modelli esposti. Contemporaneamente nacque il Documentart, un apposito archivio fotografico e documentario. Nel 1984 venne ufficialmente istituito il Museo e nel 2007 fu intitolato a Pierluigi Gherardi, artefice della nascita e della crescita del Museo e degli Istituti Culturali del Comune di Pietrasanta.Il Museo è ospitato nel suggestivo complesso di Sant'Agostino e la sua attività si inserisce nell’ambito dell’organizzazione degli Istituti Culturali comunali. La ricchezza di aspetti che possono essere presi in considerazione partendo dal bozzetto danno vita a continui progetti di ricerca ed eventi che ne trasmettono i risultati. E’ una realtà vivace con una collezione sempre in crescita - conserva oltre 700 bozzetti - e con uno stretto contatto con gli artisti e gli artigiani della città che partecipano con generosità alla vita del Museo. Visti gli spazi ristretti, il Museo espone al pubblico solo una parte del proprio patrimonio e mostra virtualmente l’intera collezione nel totem collocato  lungo il percorso. L’intento è sempre quello di valorizzare e divulgare le più importanti testimonianze artistiche della scultura moderna e di riflesso di indagare la figura dell’artigiano, compagno di lavoro inseparabile dell’artista. In poche parole, aggiungere un tassello alla costruzione della storia “materiale” della scultura.Nel Museo sono conservati i bozzetti di scultori internazionali a partire dall’inizio del Novecento al contemporaneo – tra gli altri Bozzano, Bibolotti, Tommasi, Adam, Penalba, Papa, Gilardi, Vangi, Botero, Mitoraj, Cascella, De Saint Phalle, Pomodoro, Pepper - bozzetti della produzione tradizionale - arte classica, sacra, funeraria - e alcune esemplificazione delle tecniche di lavorazione artistica - marmo, bronzo, mosaico, terracotta, modellatura in creta, formatura in gesso. Ideale prosecuzione all'aperto del Museo è il Parco Internazionale della Scultura Contemporanea, costituito da opere monumentali poste in spazi pubblici. L'ampio percorso si snoda tra strade, piazze e giardini della città e, assieme alle botteghe artigiane, alle numerose gallerie e alle grandi mostre stagionali sulla piazza del Duomo e nella chiesa di Sant'Agostino, conferisce alla città una connotazione tipica che le vale il nome di "piccola Atene" della Versilia.Chiara Celli