Marmo: trend positivo per l’export del distretto toscano

mon 22 APRIL 2013
Nel 2012 vince ancora la qualità: salgono i lavorati e il valore medio. Gli States mercato di eccellenza per i finiti di qualità. Cala la domanda cinese.

Nel corso del 2012 l’export di marmi e graniti, grezzi e lavorati del comprensorio apuo-ligure-versiliese è stato di 1.411.367 tonnellate per un valore 549.533.447 euro con leggero calo delle quantità assolute rispetto al 2011 (-1,38%, per la contrazione di graniti lavorati e granulati) ma con un forte aumento dei valori del +11,9% e conseguente incremento del valore medio unitario del +13,4% che risulta pari a 389 euro per tonnellata.

L’Internazionale Marmi e Macchine Carrara rende note le elaborazioni statistiche relative a tutto il 2012 realizzate su base Istat dall’Ufficio Studi della società, che evidenziano come l’ottima performance del distretto apuo versiliese (province di Massa Carrara e Lucca), che tiene conto anche dell’attività di aziende con sede nell’area di la Spezia è trainata dal forte aumento del valore dell’export dei lavorati in marmo che è stata del +23,5%. (vedi tavola Export Comprensorio (MS – LU – SP).

Nel corso del 2012 l’export del distretto tosco-ligure stato infatti di oltre 260 mila tonnellate di lavorati in marmo in crescita, rispetto al 2011, del +1,8% per un valore di 327,7 milioni di euro. Restano invece costanti le quantità di marmo grezzo esportate, pari a 637,3 mila tonnellate per un totale di 136,6 milioni di euro con leggero aumento (+1,45%) del valore.

Si conferma invece il trend negativo dell’export di lavorati in granito, sia in quantità che in valore, che nel 2012 è stato di 57 mila tonnellate per un valore di 67,2 milioni di euro, segnando -13,4% in quantità e -6,7% in valore concorrendo in misura determinante assieme alla voce dei granulati e polveri a determinare il saldo negativo del – 1,38% nelle quantità annuali dell’export.

“Sono dati che confermano e, per certi aspetti, migliorano il trend nazionale dice il presidente di IMM Giorgio Bianchini – positivi e incoraggianti se si tiene conto solo delle quantità esportate e delle quote su mercati di assoluto valore, ma è bene non dimenticare che il mercato interno segna pesantemente il passo penalizzando soprattutto le produzioni dei distretti e delle aziende meno strutturate per l’export che operano soprattutto sul mercato interno. E’ necessario intervenire immediatamente a livello governativo per sbloccare la situazione delle infrastrutture e dell’edilizia in generale, settori trainanti fondamentali per poter iniziare a sperare in una ripresa economica del nostro Paese. Senza ripresa del mercato interno non ci potrà essere ripresa, non si può vivere di sole esportazioni.”

Una valutazione ad ampio raggio sui singoli mercati di sbocco per i materiali italiani aiuta a comprendere meglio le dinamiche che hanno determinato i saldi delle diverse voci. Il mercato nord-Americano, sbocco tradizionale per i lavorati di qualità, ribadisce il trend positivo e fa segnare un export di oltre 94 mila tonnellate di lavorati in marmo e granito per 148,6 milioni di euro con una crescita del +20% in quantità e addirittura del +33% in valore.

Cala, sia in quantità che in valore, l’export di blocchi di marmo verso il mercato cinese che risente del rallentamento del PIL: nel 2012 il comprensorio ha esportato verso la Cina 185 mila tonnellate di marmo in blocchi e lastre per 44,5 milioni di euro con un calo delle quantità del -8,2% e dei valori -1,46%. Il calo della domanda cinese di materiali lapidei probabilmente proseguirà anche nel 2013 come conseguenza delle restrizioni imposte dal governo centrale sul mercato immobiliare. Per calmierare il prezzo delle case nelle grandi città il governo ha introdotto una serie di misure amministrative che frenano gli acquisti di immobili nelle grandi metropoli cinesi dove era diventato un investimento rifugio per molti ricchi del paese, con un rialzo dei prezzi che ne rendeva impossibile l’accesso per la middle class. Le restrizioni però hanno fortemente rallentato il mercato immobiliare e il settore delle costruzioni che era stato uno dei più trainanti degli ultimi anni per l’economia cinese.

Buono ancora il trend dell’export verso Singapore e Indonesia. A Singapore sono state inviate 4.300 tonnellate di marmo grezzo e lavorato per 5 milioni di euro (+36% sia in valore che in quantità rispetto al 2011) mentre verso l’Indonesia sono state esportate 18000 tonnellate di materiali di pregio per 16 milioni di euro (+27% in quantità e +38% in valore).

Continua a crescere l’export verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Verso la prima aumenta fortemente il valore dell’export di lavorati in marmo di altissima qualità (addirittura +153%) a fronte di una variazione negativa delle quantità (-5,4%) per 36.600 tonnellate del valore complessivo di oltre 62 milioni di euro. Verso gli Emirati, invece, l’aumento dell’export del comprensorio riguarda sia le quantità che i valori: 19.758 tonnellate di materiali di pregio sia in marmo che in granito per un valore di 23 milioni di euro con una crescita delle quantità (+20,6%), e dei valori (+26%).
In ripresa l’export verso i paesi nord-africani dove sono state inviate complessivamente 293 mila tonnellate di materiali grezzi e lavorati per 40 milioni di euro con una crescita, rispetto al 2011, del +14,6% in quantità e del +12,3% in valore.
In sensibile diminuzione l’export verso i paesi europei: calano le quantità del -18,5% e i valori del -16,4% per un totale 2012 di 282.400 tonnellate che valgono 86,6 milioni di euro.

Le importazioni del distretto nel 2012 sono risultate in calo per tutte le voci con 185.288 tonnellate per 62.257.366 euro (-10,74% in quantità e -2,18% in valore).
Fra i Paesi fornitori tradizionali ancora il Brasile, dal quale il comprensorio ha importato nel 2012 oltre 29 mila tonnellate di granito in blocchi e lastre del valore di 11 milioni di euro con un calo tendenziale dei quantitativi del -18,4% ma con un leggero aumento dei valori del +2,4%. Dall’India i quantitativi dell’import di granito in blocchi e lastre sono rimasti costanti con 11.300 tonnellate per 2,5 milioni di euro. La Tunisia è stato invece il principale fornitore di marmo in blocchi: abbiamo importato 25 mila tonnellate per 2,9 milioni di euro con una crescita tendenziale in quantità del +11,8% e di addirittura +32% in valore.

Fonte: ufficio stampa IMM Carrara