Stone Sector 2016: Il 2015 un anno d’oro per il marmo.

mar 24 MAGGIO 2016
Impenna la domanda USA e i lavorati trascinano l’export.

IL 2015 si conferma un anno d’oro per il commercio internazionale della pietra naturale.  Il mercato internazionale dei prodotti lapidei ha infatti generato, nel 2015, un flusso commerciale del valore di 25,7 miliardi di euro registrando una crescita, rispetto al 2014,  del 12,4%. Questi i dati di “Stone Sector 2016”, il rapporto statistico elaborato ogni anno dall’Ufficio Studi di Internazionale Marmi e Macchine Carrara per valutare il bilancio e le prospettive del commercio internazionale dei prodotti lapidei.

L’incremento dei valori commerciati non trova un corrispettivo  nell’ aumento dei quantitativi, ma piuttosto nel maggior valore medio unitario dei prodotti immessi sul mercato internazionale dai principali player del settore, in primis, Cina e Italia. 
La Cina si conferma primo paese per quota di mercato all’export nel settore mondiale della pietra naturale e il 42 per cento del valore esportato a livello mondiale è realizzato da aziende cinesi. L’Italia è in seconda posizione con una quota di mercato del 12,4 per cento, in calo di un punto percentuale rispetto al 2014. Il calo della quota di mercato italiana, in realtà, non è dipeso da una riduzione del’export del nostro paese, in quanto il valore dell’export italiano di pietra ornamentale raggiunge nel 2015 il record di oltre 2 miliardi di euro e registra una crescita del 6,3 per cento. Tale calo si è verificato solo perché l’aumento dell’export italiano è stato comunque inferiore all’aumento delle esportazioni mondiali (+17%). La nota positiva è che l’export dei lavorati in marmo costituisce oggi la metà del valore dell’export complessivo del settore lapideo italiano. Nel 2015, l’Italia ha esportato verso il resto del mondo 915 mila tonnellate di lavorati di marmo, del valore di oltre un miliardo di euro, registrando una crescita rispetto al 2014, del 2,6% in quantità e del 9,8% in valore.
Gli Stati Uniti diventano nel 2015 il primo mercato di sbocco per il settore mondiale della pietra naturale superando per la prima volta la Cina. Nel 2015  gli USA hanno importato materiali lapidei, principalmente lavorati, per un valore di 2,4 miliardi di euro con una crescita del 24,1 per cento rispetto al 2014.

Il trend positivo della domanda USA è stato favorito dall’apprezzamento del dollaro e da un periodo in cui la pietra naturale, in particolare il marmo, sta diventando sempre più un materiale di tendenza che viene usato non soltanto per pavimentazioni e rivestimenti ma anche per la produzione di oggetti di design e complementi di arredo. 
“L’utilizzo del marmo come una pietra preziosa della quale fare un uso oculato va nella direzione di favorire la transizione del settore lapideo verso un’economia circolare in cui anche uno scarto, se adeguatamente trattato, può essere riutilizzato per creare un oggetto di particolare valore.” Afferma Manuela Gussoni – Responsabile dell’Ufficio Studi IMM “Ecodesign e mercato del lusso trovano in questa pietra un materiale plasmabile e particolarmente apprezzato favorendo sinergie anche tra il settore del marmo e della moda dove una scaglia può diventare un gioiello e uno scarto derivante dal taglio di una lastra può trasformarsi in un occhiale.”

Principale paese fornitore di lavorati in marmo per il mercato stelle e strisce è l’ Italia. Dall’Italia gli USA hanno acquistato marmo lavorato per un valore di 333 milioni di euro, facendo registrare al nostro paese una crescita dell’export del 29,8% per questa categoria di prodotto. E’ tuttavia interessante sottolineare come, nei singoli stati che compongono la federazione statunitense, la penetrazione del Made in Italy sia decisamente disomogenea e come in alcune aree si evidenzino ampi spazi di crescita. La domanda internazionale di materiali lapidei dipende comunque anche da altri importanti mercati oltre a quello statunitense. Il mercato cinese, anche se ha ridotto le importazioni, ha comunque continuato a importare materiali lapidei, soprattutto grezzi, per un valore di oltre 2 miliardi di euro.  I paesi dell’unione europea hanno complessivamente importato pietra naturale da resto del mondo per un valore di 2,4 miliardi (valore vicino all’import USA), registrando una crescita del 5,1 per cento rispetto al 2014 (la crescita della domanda europea nel 2014 rispetto al 2013 era stata dello 0,3 per cento). Infine merita menzione la domanda Giapponese di materiali lapidei, che  risulta in calo del 3,8 per cento nel 2015 ma  è prevista in forte crescita per i prossimi anni anni, grazie a investimenti nell’edilizia residenziale, strutture commerciali e progetti connessi con le olimpiadi di Tokyo 2020.  In questo paese sarà tuttavia difficile scardinare la leadership cinese che soddisfa attualmente il 94 per cento della domanda di pietra ornamentale.  

Il Rapporto è disponibile e gratuito previa registrazione qui: http://www.stat.immcarrara.com/it/STAT/stone-sector/stone-sector-intro.asp