Stone Sector 2015 preview

mer 1 LUGLIO 2015
22,8 miliardi di euro il valore del commercio mondiale dei lapidei.  Le anticipazioni della pubblicazione annuale di Internazionale Marmi e Macchine con statistiche, bilancio e prospettive del settore italiano e internazionale. Il 7 luglio convegno per la presentazione e distribuzione del rapporto.

Nel 2014 l’economia mondiale è cresciuta del 3,4% rispetto al 2013, grazie a una modesta ripresa dei paesi avanzati che ha in parte compensato il rallentamento dei paesi emergenti. La crescita è stata sostenuta da diversi fattori come la flessione del prezzo del greggio, la robusta crescita di consumi e investimenti negli USA e una serie di politiche monetarie accomodanti nell’area Euro, fino all’annuncio del Quantitative Easing a gennaio 2015. In linea con l’economia mondiale, anche il mercato delle costruzioni è cresciuto di circa il +3% rispetto al 2013 e finalmente, dopo sette anni di profonda crisi, anche l’attività edilizia nell’area euro mostra per la prima volta una lieve inversione di tendenza, grazie al traino dei paesi dell’Europa centro settentrionale e del Regno Unito. Anche in Italia emergono dei primi segnali positivi che riguardano però soprattutto le grandi città e il comparto del rinnovo, manutenzione e riqualificazione degli immobili residenziali.Sono alcune delle anticipazioni contenute nel volume Stone Sector 2015 che, come ogni anno IMM con il suo ufficio studi realizza e diffonde Nel contesto che presenta le tendenze e i valori che saranno presentati assieme alla pubblicazione, il commercio internazionale di prodotti lapidei ha raggiunto il valore di 22,8 miliardi di euro con una crescita rispetto al 2013 dell’1,8% e un quantitativo totale movimentato di circa 86 milioni di tonnellate (+7,4% rispetto al 2013). Primo paese per domanda di importazioni è la Cina, che ha importato 14,7 milioni di tonnellate di materiali lapidei del valore di 2,2 miliardi (+4% in quantità e +2,5% in valore rispetto al 2013). Il secondo mercato più importante è quello degli Stati Uniti che, nel 2014, ha importato materiali lapidei per un valore complessivo di quasi 2 miliardi di euro, registrando un +5% rispetto al 2013. Infine emergono i primi segnali di ripresa nel mercato europeo. Nel 2014 i paesi dell’Unione Europea hanno importato materiali lapidei dal resto del mondo per un valore complessivo di 2,3 miliardi di euro, registrando un leggero aumento dello 0,3% rispetto al 2013, ma restando ancora sotto i valori del 2012, quando il valore dell’import era pari a quasi 2,6 miliardi.Questi anni di crisi che hanno segnato l’economia mondiale dal 2008 ad oggi, non hanno rallentato questo trend di crescita ma hanno comunque portato il settore lapideo a ripensare se stesso, imponendo nuove strategie a prospettando nuovi equilibri per il futuro.Su questo tema sono necessarie alcune riflessioni che coinvolgono i paesi  leader del settore in questa fase, perché sulle strategie che hanno posto in essere si determinerà il futuro dell’industria lapidea mondiale.La Cina rimane la grande protagonista del settore, primo paese sia per import sia per export di materiali lapidei con un giro d’affari, per l’anno 2014, di 6,8 miliardi di euro, in crescita, rispetto al 2013, del 4,6%.  Tuttavia anche la Cina sta passando un periodo di transizione e sta sviluppando un nuovo modello di crescita meno orientato all’export e più attento alla qualità e alla sostenibilità. L’Italia è il secondo paese per quota di mercato e incide sull’export complessivo  per il 13,5%. Il settore lapideo italiano si sta progressivamente spostando su nicchie di mercato che richiedono prodotti a più alto valore aggiunto e con livelli qualitativi molto elevati.  La voce trainante dell’export italiano di pietra naturale è infatti quella del marmo lavorato, che fa segnare un calo del -3,5% per le tonnellate esportate, ma con un aumento dei valori del +3,8%. Una riflessione merita, fra le molte possibili, anche la Turchia. Terzo paese per quota di mercato (12,1% nel 2014). La riduzione della domanda di  blocchi di marmo da parte della Cina, primo partner commerciale per la Turchia, ha avuto un forte impatto sul settore lapideo nazionale causando licenziamenti in molte cave . Poiché non si prospetta una ripresa della domanda cinese per il 2015, anche la Turchia dovrà intervenire in fretta per spostare la propria produzione su altri mercati.In generale, la tendenza prevalente nel il settore della pietra naturale sembra essere quella di spostarsi da un’ottica di catena globale del valore, in cui alcuni paesi più a monte forniscono, ad altri paesi più a valle, materie prime e semilavorati per la produzione di prodotti finiti ad più alto valore aggiunto, a un’ottica di filiera corta, eco-sostenibile, ad alto valore aggiunto e a basso impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti. Tuttavia una mentalità di tipo globale deve permanere per gli aspetti legati alla distribuzione, calibrare la strategia di marketing su diversi tipi di clientela e offrire servizi post-vendita (posa dei materiali o manutenzione) diventa oggi essenziale per rimanere competitivi. Questi e altri temi  saranno trattati approfonditamente durante la presentazione del rapporto “Stone Sector 2015. Bilancio e prospettive del commercio internazionale del settore lapideo” che si terrà martedì 7 luglio alle ore 10:00 presso la sala Marmoteca di Internazionale Marmi e Macchine. 

Manuela Gussoni