Marmo; anche nel 2013 le aziende toscane ottengono performance di fatturato e occupazionale migliore del resto d’Italia.

lun 3 MARZO 2014
 Marmo; anche nel 2013 le aziende toscane ottengono performance di fatturato e occupazionale migliore del resto d’Italia.Competitività sostenuta dalla disponibilità del materiale e dalle eccellenze professionali. Dall’analisi congiunturale realizzata da IMM Carrara emergono segnali di timida ripresa del mercato interno 
Carrara, 27 febbraio 2014

Nel 2013, le aziende del settore lapideo che operano nel comprensorio lapideo apuo-versiliese hanno registrato una performance di fatturato e occupazionale migliore di quelle collocate nel resto d’Italia. È un risultato che va ascritto principalmente alla presenza di maestranze di assoluta eccellenza, selezionate e qualificate attraverso una tradizione che lega indissolubilmente industria, arte e materiali di altissimo pregio che hanno fatto della Toscana la regione con il più alto valore dell’export di lavorati anche nei primi nove mesi del 2013.È il risultato dell’analisi congiunturale realizzata dall’Internazionale Marmi e Macchine Carrara sul settore lapideo nazionale e locale su un campione di 202 aziende di cui 65 in Toscana (60 nel comprensorio apuo-versiliese) e 137 nel resto d’Italia.“Come ogni anno l’analisi è stata impostata in un’ottica di confronto dei risultati del comprensorio apuano con il resto d’Italia ed offre importanti elementi di valutazione. L’ elevato grado di internazionalizzazione delle imprese Apuane – sottolinea il presidente di IMM Carrara, Fabio Felici - fa registrare un’incidenza media dell’export  sul fatturato del 56,6%, percentuale destinata a crescere perché la crisi e il calo della domanda interna hanno  innescato un processo di apertura ai mercati internazionali che si consolidano anno dopo anno. Anche a  livello nazionale l’incidenza dell’export sul fatturato, che era mediamente pari al 32% nel 2012 oggi risulta intorno al 38%. Numeri importanti che potrebbero essere anche migliori se fossero sostenuti da un mercato nazionale oggi su livelli assolutamente insufficienti anche se sembra delinearsi un trend di ripresa, seppure modesta, anche sul mercato interno.”Dai risultati dell’indagine IMM, infatti, emerge  la crescita, rispetto al 2012, della percentuale di aziende che dichiara un fatturato sul mercato italiano in lievissimo aumento (si passa dall’11,2% del totale aziendale nel 2012, al 13% del 2013) mentre la percentuale di aziende che nel 2013 ha realizzato utili è leggermente superiore a quella delle aziende in perdita al contrario del 2012 quando il saldo era negativo.Nel comprensorio apuano (provincie di Massa Carrara e Lucca) la percentuale di aziende che ha dichiarato di avere conseguito un utile nel 2013 supera di 33 punti percentuali quella delle aziende che dichiara una perdita.Continua invece ad essere negativo il trend degli investimenti anche a causa delle difficoltà di accesso al credito: a livello nazionale il 48% delle aziende lapidee ha richiesto credito al sistema bancario ma quasi la metà dichiara di aver incontrato difficoltà nell’accedervi con un conseguente impatto negativo sugli investimenti e, in particolare, sulla base dei dati in nostro possesso stimiamo che nel settore lapideo italiano le difficoltà di accesso al credito oggi, riducono di 23 punti percentuali  la probabilità di investimento dell’azienda nell’anno successivo.Per quanto riguarda occupazione e mercato del lavoro, gli addetti del settore lapideo italiano per il 2013 sono stati stimati nel numero di 67.366 unità. L’88% delle aziende sono microimprese con meno di 10 dipendenti e la dimensione media del settore è stimata intorno a 6,26 addetti. Nel 2013 rispetto al 2012, si stima un calo degli occupati del settore a livello nazionale del -3,42% mentre il comprensorio sembra aver generato un leggero aumento dei livelli occupazionali che, in termini assoluti, saranno valutati attraverso un apposito censimento nei prossimi mesi.A livello nazionale si prospetta però, nel 2014, un’ulteriore perdita di posti di lavoro perché la differenza tra chi dichiara di avere intenzione di assumere e chi ha intenzione di licenziare presenta un saldo negativo di 11 punti percentuali. La situazione più preoccupante riguarda soprattutto le aziende al di fuori della Toscana considerato anche che anche le ore di cassa integrazione sono rimaste sostanzialmente stabili a livello nazionale ma sono leggermente diminuite nel comprensorio apuano.Si prospetta  dunque una situazione di espansione a livello internazionale e di timida ripresa sul mercato nazionale per un settore che, soprattutto nell’area toscana ha retto alla crisi meglio di altri ribadendo il trend anticiclico grazie alla sua solidità e alla specializzazione che hanno come punti di forza la presenza di materia prima di grande pregio unita a competenze professionali e tecniche nel ciclo della lavorazione con pochi concorrenti al mondo. Dunque un settore del made in Italy  da tutelare, promuovere, valorizzare e, soprattutto, sul quale investire perchè ha mostrato, anche in un periodo come quello che stiamo vivendo,  un ruolo fondamentale nel generare occupazione e ricchezza per il paese.