L’Accademia di Belle Arti di Carrara, il suo patrimonio

mar 16 GIUGNO 2015
Un bel volume curato da Lucilla Meloni per una mostra che riscopre un’eccellenza culturale. 

Lucilla Meloni, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Carrara ha firmato un bel volume ( realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara) che  documenta il nuovo allestimento permanente del patrimonio dell’Accademia che ha riportato alla luce materiali da tempo “invisibili” o poco fruibili ed ha riassemblato raccolte di dipinti ottocenteschi smembrate, ripercorrendo in parte il progetto espositivo di Adolfo Angeli, Presidente dell’Accademia negli anni Trenta del Novecento. Il volume riporta preziosi documenti e materiali grafici e librari del Fondo Antico e dell’Archivio Storico della Biblioteca, esposti durante la mostra allestita nell’estate 2014, così come illustra i restauri eseguiti su alcuni gessi di Antonio Canova. Il riordino espositivo effettuato in occasione della mostra, che parte dalle opere Ottocentesche e arriva fino agli anni Trenta, finalizzato sia alla tutela che alla valorizzazione dei beni dell’Accademia, ha come meta quella di partecipare attivamente a quel “museo diffuso” che è l’Italia. I saggi proposti assieme auna formidabile documentazione fotografica sono firmati dai curatori delle diverse sezioni della mostra:  Anna Vittoria Laghi, Lucilla Meloni, Linda Pisani, Marco Ciampolini, Giovanna Bombarda, Ines Berti, Giuseppe Cannilla. Ognuno di loro affronta tematiche collegate al patrimonio: dalla ricostruzione storica della sua formazione, alla correzione di ipotesi storiografiche, dalla scoperta di materiali inediti fino al rapporto che unisce l’arte del passato all’arte contemporanea. Tutto questo senza mai dimenticare che, come sottolinea Lucilla Meloni “ la vocazione primaria dell’Accademia di Belle Arti è quella di essere una scuola: un luogo di apprendimento e al contempo di produzione in cui la conoscenza del passato deve essere indissolubilmente collegata a quella del contemporaneo. Un luogo, come l’opera d’arte e la disciplina che la studia, la storia dell’arte, in cui il presente e il passato coesistono.” La mostra dalla quale trae origine  la pubblicazione, nasce dalla volontà di riportare alla luce un cospicuo numero di opere che fanno parte del Patrimonio dell’Accademia, che in parte era invisibile o poco fruibile. La pubblicazione curata da Lucilla Meloni ha contribuito a valorizzare le ricerche effettuate dai singoli curatori, storici dell’arte e docenti dell’Accademia tanto da diventare un progetto più vasto e collettivo che ha portato al nuovo allestimento permanente di alcune opere negli spazi di Palazzo Cybo Malaspina e all’esposizione di preziosi documenti e materiali grafici e librari. L’intento è quello di rimettere in rapporto e in dialogo le opere che costituiscono lo stesso Patrimonio, che nel tempo sono state sparse o addirittura occultate, perché  il Patrimonio coincide con la storia stessa dell’Accademia, e, in parte, anche con la storia della città di Carrara. Ricercare le date di entrata di alcuni pezzi della collezione, come nel caso del gruppo dei Niobidi, correggendo precedenti ipotesi storiografiche (saggio di L. Pisani), “scoprire” dal Fondo Antico un disegno di Bartolomeo Pinelli e collegare due lettere di Lorenzo Bartolini alla realizzazione del suo Monumento a Nicola Demidoff (saggio di M. Ciampolini), ha permesso di portare alla luce tesori archivistici “ancora parlanti”. Presentare al pubblico rarissimi materiali librari, stampe e volumi (saggio di G. Bombarda) è stata un’ulteriore occasione per valorizzare la preziosa Biblioteca dell’Accademia della cui formazione e del cui sviluppo parla il testo di Ines Berti. Tanto il volume quanto la mostra e il lungo lavoro di preparazione hanno consentito di riunire collezioni, rendere visibili pezzi di grande valore ma anche di proporre, restaurati, i Pugilatori di Canova e alcune statue del gruppo dei Niobidi creando la galleria dei busti degli Uomini Illustri che, già restaurati, non avevano ancora trovato una appropriata collocazione come spiega Anna Laghi nel suo saggio per volgersi alla storia per riattualizzarla.Se ogni opera rivive nel nuovo sguardo che la sfiora, che la attraversa, che la accarezza, restituire la vita, cioè la visibilità, a queste opere, è stato un risultato di grande valore che le immagini meglio di ogni frase possono sottolineare.Il volume è  corredato da immagini, a colori e in bianco e nero, frutto di una campagna fotografica affidata per l’occasione all’artista Robert Pettena, con la collaborazione di Gabriele Menconi ( che ringraziamo). 

L’Accademia di Belle Arti di Carrara e il suo patrimonio Di Lucilla Meloni, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Carrara postmedia books, Milano 2015; Pagg. 160