Il marmo italiano coniuga crescita e responsabilità sociale

mer 25 MARZO 2015
IMM-Carrara ha presentato i risultati della sua “Indagine congiunturale sul settore lapideo italiano” mettendo a confronto imprese, manager, amministratori e mondo universitario su valori condivisi e responsabilità sociale d’impresa.
Carrara, 24 marzo 2015
È stata una grande occasione per guardare in profondità nel settore del marmo ma anche per valutare le grandi opportunità di una visione moderna della strategia aziendale legata alla responsabilità sociale d’impresa. La presentazione dell’indagine congiunturale sul settore lapideo italiano per l’anno 2014  si è svolta nella sede di Internazionale Marmi e Macchine con una grande partecipazione di esponenti del mondo del lavoro, delle imprese e di amministratori pubblici.L’indagine congiunturale viene realizzata annualmente da IMM Carrara nell’ambito delle sue attività istituzionali che riguardano lo studio del settore del marmo e le sue evoluzioni con un lavoro che è iniziato nel 1979 ma la presentazione dei risultati del lavoro svolto con la collaborazione delle aziende a livello nazionale è stata anche l’occasione per affrontare temi più ampi legati all’innovazione e alla responsabilità sociale  d’impresa ampliando l’orizzonte a settori diversi da quello del marmo.Il presidente di IMM, Fabio Felici, aprendo i lavori non si è limitato a un saluto istituzionale ma ha sottolineato che “in un momento di difficoltà che si protrae da troppo tempo dobbiamo essere coscienti che siamo in una fase di profondo cambiamento non solo per l’economia ma nessuno ha la ricetta e gli strumenti già pronti per affrontare una trasformazione così forte che coinvolge anche il settore del marmo. Una certezza però esiste – ha detto Felici – ed è quella del ruolo che hanno i distretti nel settore del marmo. Dalle caratteristiche dei distretti emerge, e non da oggi, la capacità di generare ricerca e innovazione che favoriscono le imprese e i sistemi locali. Se queste realtà saranno capaci di agire in forma coordinata possono essere determinanti per lo sviluppo. Il distretti del veneto e della Toscana hanno dimostrato, in questi anni, attraverso i risultati delle aziende, che si può affrontare la sfida se esiste consapevolezza dei fattori che generano competitività e che passano anche attraverso la capacità delle imprese di interagre con le istituzioni”. Manuela Gussoni, responsabile dell’Ufficio studi di IMM, che ha coordinato il lavoro di raccolta ed elaborazione dei dati ha illustrato le caratteristiche dell’indagine congiunturale realizzata a livello nazionale su un campione stratificato di aziende, continuamente aggiornato e statisticamente rappresentativo dell’universo lapideo italiano con l’obiettivo di definire un quadro di conoscenze utili a quanti operano nell’ambito della filiera del marmo.Il rapporto, elaborando le informazioni fornite dalle aziende, ha consentito anche di mettere a confronto le performance dei due maggiori comprensori italiani, quello apuo-versiliese e quello veneto, con il resto d’Italia valutando la salute del comparto attraverso la stima di fatturato vendite, investimenti, impatto occupazionale e innovazione.