Frena l’export italiano di pietra naturale nei primi nove mesi 2014

mer 17 DICEMBRE 2014
Mentre continua la crescita dell’export di marmo grezzo e lavorato, la crisi del granito compromette il trend generale dei lavorati. Emerge con chiarezza la specializzazione per il marmo ad alto valore aggiunto.
Carrara, 16 dicembre 2014 
La crescita costante delle esportazioni di marmi e graniti italiani che ha caratterizzato gli ultimi cinque anni sembra aver subito una brusca frenata nei primi nove mesi del 2014. Secondo le statistiche elaborate dall’Ufficio studi dell’Internazionale Marmi e Macchine Carrara, l’Italia, nel periodo tra gennaio e settembre 2014 ha esportato 3.199.205 tonnellate di materiali lapidei per un valore complessivo di 1.426.547.343 euro con un calo, seppure modesto (-0,48%) nelle quantità esportate rispetto allo stesso periodo del 2013, ma con un piccolo aumento nei valori (+0,85%). (Tavola 1).Nel panorama nazionale l’unica voce che continua a registrare un buon tasso di crescita dell’export, per quantità e valori, è quella del marmo in blocchi e lastre che rappresenta un terzo dell’export nazionale. Infatti, nei primi nove mesi del 2014, l’Italia ha esportato 1milione e 71.244 tonnellate di marmo in blocchi e lastre per un valore di 252 milioni e 560.256 euro facendo segnare una crescita nelle quantità del +2,3% e del +5,5% nei valori.Aumenta del +4,5%, rispetto al 2013, anche il valore complessivo del marmo lavorato esportato (677,6 milioni di euro nei primi 9 mesi 2014) ma con un calo delle quantità del -4% (un totale di 647,5 mila tonnellate) mentre tutte le voci riferibili al granito (in blocchi, lastre e lavorato) oltre che lavorati in altre pietre, presentano un export in calo sia in quantità sia in valore.